Dal Comune di Vigarano Mainarda arriva una presa di posizione sul dibattito che attraversa la destra intorno al reato di femminicidio e alle strategie per contrastare la violenza contro le donne. Francesca Lambertini, esponente di Fratelli d’Italia e assessora comunale alle Pari opportunità, difende l’introduzione della fattispecie specifica e respinge l’idea che la sicurezza femminile possa dipendere dal ritorno a un modello maschile autoritario o protettivo.
Il riferimento alle parole di Meloni
Lambertini interviene dopo le discussioni sull’ipotesi di rimettere in discussione il reato di femminicidio. Nel suo ragionamento richiama le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che, a giugno 2026, a margine del G7, avrebbe sottolineato come la norma non attribuisca un valore diverso alla vita di un uomo e a quella di una donna. Il punto, secondo questa impostazione, riguarda invece la motivazione dell’atto, individuata nel rifiuto e nella mancata accettazione della libertà femminile.
Per l’assessora, il riconoscimento del femminicidio come reato specifico rappresenta una conquista per una società che aspira a essere moderna e civile. Lambertini collega questa scelta alle numerose donne vittime di violenza e agli anni di incontri, dibattiti e iniziative dedicati alla violenza di genere. Al centro del suo intervento pone la necessità che gli uomini e la società riconoscano la piena libertà delle donne, senza limitarne autodeterminazione, spostamenti e scelte personali.
La critica al modello dell’uomo forte
È su questo punto che il tono della dichiarazione diventa più netto. Lambertini considera inaccettabile presentare come soluzione alla violenza il recupero del patriarcato o la legittimazione dell’uomo forte mediterraneo. Secondo l’assessora, le donne non devono aver bisogno di una figura maschile forte per poter vivere, circolare liberamente e autodeterminarsi. Un simile approccio, sostiene, costituirebbe un arretramento rispetto al percorso di emancipazione e di riconoscimento dei diritti.
Nel suo intervento Lambertini richiama anche la presenza di una donna alla guida del Governo, definendola un elemento particolarmente significativo nel momento storico attuale. La sicurezza, nella sua lettura, non può trasformarsi in una nuova dipendenza dagli uomini né nella ricerca di un protettore. La risposta indicata passa invece da un cambiamento culturale capace di coinvolgere scuole, famiglie e comunità.
L’assessora conclude quindi chiedendo di proseguire il lavoro educativo e sociale contro la violenza di genere. L’obiettivo, afferma, è innalzare il livello di civiltà della società attraverso un impegno condiviso e il rispetto degli altri, ritenuti strumenti essenziali per affrontare un problema definito tragico e complesso.