Il caso del kartodromo comunale di Ferrara, sottoposto a sequestro nell’ambito di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Roma su ambienti riconducibili alla ‘ndrangheta, è arrivato in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. La vicenda riguarda un bene pubblico e ha riacceso il confronto sul rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale e negli enti locali.
L’interrogazione del Partito democratico
Il capogruppo del Partito democratico Paolo Calvano e la consigliera regionale Marcella Zappaterra hanno presentato un’interrogazione a risposta immediata per chiedere alla Giunta quali azioni siano già state intraprese e quali ulteriori iniziative intenda promuovere. Al centro della richiesta ci sono il rafforzamento dei controlli e una maggiore consapevolezza da parte delle amministrazioni locali rispetto al radicamento delle mafie tradizionali in Emilia-Romagna.
Calvano e Zappaterra hanno sottolineato che la situazione richiede una risposta istituzionale tempestiva, pur nel rispetto delle indagini in corso e della presunzione di innocenza. Secondo i due consiglieri, quando un bene pubblico finisce al centro di accertamenti per una possibile infiltrazione mafiosa non sono sufficienti dichiarazioni di principio o interventi episodici: servono presenza, trasparenza, assunzione di responsabilità e misure strutturali.
Nel loro intervento, i rappresentanti del Pd hanno criticato anche le recenti dichiarazioni del sindaco di Ferrara Alan Fabbri. Il primo cittadino aveva ribadito che le mafie non avrebbero trovato terreno fertile in città, ma, secondo Calvano e Zappaterra, non avrebbe partecipato alla seduta del Consiglio comunale dedicata alla vicenda, spiegando di non avere ulteriori elementi da aggiungere rispetto a quanto già riportato dalla stampa.
Il confronto sul radicamento mafioso
I due consiglieri hanno inoltre chiesto di superare una lettura parziale del fenomeno. A loro giudizio, il dibattito sulla criminalità organizzata a Ferrara è stato concentrato troppo a lungo sulle mafie straniere, mentre l’indagine sul kartodromo richiama l’attenzione su una possibile presenza della ‘ndrangheta. Il contrasto, hanno sostenuto, deve riguardare tutte le organizzazioni mafiose con la stessa determinazione.
In risposta all’interrogazione, la sottosegretaria alla presidenza della Regione Manuela Rontini ha rivendicato l’impegno dell’Emilia-Romagna sul fronte della prevenzione e del contrasto alle infiltrazioni. Tra gli strumenti citati figurano la legge regionale sulla legalità, la collaborazione con le Prefetture e la nuova convenzione che mette a disposizione personale regionale per rafforzare i controlli antimafia.
Rontini ha ribadito che su questi temi non sono ammesse ambiguità e che le istituzioni devono collaborare con la magistratura e le forze dell’ordine, sostenendo chi opera per la legalità. La sottosegretaria ha quindi auspicato che anche il Comune di Ferrara, insieme agli altri Comuni dell’Emilia-Romagna, prosegua nel rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo.