Regole e territorio

Concessioni balneari, il nodo non è solo la scarsità

Gelli richiama obblighi europei, ruolo municipale e ricadute dell’attività turistica sui Lidi comacchiesi.

Concessioni balneari, il nodo non è solo la scarsità

La discussione sulle concessioni balneari a Comacchio non può essere ridotta alla sola verifica della disponibilità delle spiagge. A sostenerlo è Giovanni Gelli, coordinatore dell’assemblea provinciale di CittadinanzAttiva-er Aps, intervenuto nel dibattito seguito alla seduta del Consiglio comunale dedicata all’applicazione della direttiva Bolkestein.

Secondo Gelli, la scarsità delle risorse demaniali è soltanto uno degli elementi giuridici da esaminare. La direttiva europea 2006/123/Ce prevede procedure pubbliche di selezione quando il numero delle autorizzazioni è limitato dalla scarsità delle risorse naturali. Questa condizione, però, deve essere verificata attraverso un accertamento oggettivo, che consideri caratteristiche del territorio, disponibilità effettiva delle aree e vincoli ambientali e urbanistici.

Il quadro normativo

Anche un’eventuale conclusione sulla non scarsità delle spiagge, osserva il coordinatore, non escluderebbe automaticamente il ricorso a procedure pubbliche. Il principio europeo della libertà di stabilimento e la possibile presenza di un interesse transfrontaliero certo possono infatti imporre obblighi di trasparenza e apertura alla concorrenza anche al di fuori delle condizioni specificamente previste dalla direttiva Bolkestein.

Un ulteriore riferimento è la legge 118 del 2022, modificata nel 2024, che disciplina l’affidamento delle concessioni turistico-ricreative sulla base dei principi di pubblicità, trasparenza, concorrenza e parità di trattamento. Nel regime transitorio è indicato il termine del 30 settembre 2027, con possibilità di differimento motivato fino al 31 marzo 2028. Le procedure di prima applicazione dovranno invece essere avviate entro il 30 giugno 2027.

Per Gelli, il Comune non deve limitarsi ad applicare disposizioni europee o statali, ma deve esercitare le proprie competenze programmatorie e amministrative nel rispetto delle norme sovraordinate. Le future selezioni, aggiunge, non dovrebbero essere basate esclusivamente sull’offerta economica più alta, ma considerare anche qualità dei servizi, sostenibilità ambientale, accessibilità, qualificazione professionale, tutela dell’occupazione e partecipazione delle piccole imprese.

Turismo e ricadute economiche

Nel caso di Comacchio, la programmazione dovrebbe tenere conto dell’intero sistema turistico locale: i sette Lidi, il centro storico, le Valli, il Parco del Delta del Po e il patrimonio culturale e ambientale. Secondo la proposta, i criteri di selezione potrebbero favorire progetti capaci di collegare le attività balneari alla valorizzazione dell’entroterra, alla destagionalizzazione e alla qualità dell’accoglienza, senza attribuire vantaggi alle imprese soltanto in ragione della loro provenienza.

Gelli chiede inoltre verifiche sulla stima secondo cui il 70% dell’economia comacchiese, considerando anche l’indotto, dipenderebbe dal turismo balneare. A suo avviso, il dato deve essere ricondotto a indicatori precisi, come valore aggiunto, fatturato, occupazione o effetti diretti e indiretti della spesa turistica.

Da qui la proposta di un’analisi economica, con il possibile coinvolgimento della Regione, delle associazioni di categoria e delle università, per misurare il peso effettivo del turismo balneare e valutare le ricadute dei diversi scenari di assegnazione sul piano economico e occupazionale. Per il coordinatore, la tutela delle imprese, del lavoro e dell’economia locale passa da una programmazione capace di conciliare legalità, concorrenza, qualità imprenditoriale, continuità occupazionale e valorizzazione del patrimonio territoriale.