Vortex Hydra ha avviato la procedura per la cassa integrazione di 74 lavoratori nello stabilimento di Fossalta di Copparo, nel territorio comunale di Copparo. La decisione è stata comunicata ai dipendenti il 21 ottobre e riguarda una parte dell’organico aziendale.
Secondo le prime informazioni disponibili, il ricorso all’ammortizzatore sociale avrà una durata di 14 settimane. Dalla misura resteranno esclusi i dipendenti dell’ufficio commerciale. Le motivazioni sarebbero legate alle difficoltà del contesto internazionale, ma azienda e organizzazioni sindacali non hanno ancora avviato un confronto per esaminare nel dettaglio le cause e le possibili conseguenze.
Il quadro del settore
La vicenda si inserisce in una fase di pressione per diverse imprese metalmeccaniche del territorio ferrarese. Negli ultimi anni sono emersi casi di crisi che hanno coinvolto realtà produttive di dimensioni rilevanti, tra cui Berco di Copparo, impegnata in un lungo confronto tra sindacati e proprietà sul ritiro dei licenziamenti unilaterali, e Rexnord di Masi Torello.
Più recentemente è stata resa nota anche la situazione di Coperion, multinazionale attiva nella realizzazione di impianti per il compounding, l’estrusione e la movimentazione di materiali sfusi. Per l’azienda è stata approvata la cassa integrazione fino alla fine dell’anno, nell’ambito della cessazione dell’attività.
Costi e tensioni geopolitiche
La situazione di Vortex Hydra, sulla base delle informazioni iniziali, apparirebbe meno grave rispetto a quella di altre aziende del territorio. Restano tuttavia da valutare le ragioni specifiche che hanno portato alla richiesta e l’impatto sullo stabilimento di Fossalta. Tra i fattori che stanno mettendo sotto pressione le imprese vengono indicati l’aumento dei costi e le tensioni geopolitiche, dall’invasione russa dell’Ucraina al conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran.
Fondata circa cinquant’anni fa come impresa a conduzione familiare, Vortex Hydra produce macchinari per tegole in cemento e grandi valvole destinate a opere idrauliche e paratoie per gli sbarramenti fluviali. L’azienda conta oggi oltre 500 clienti distribuiti in cinque continenti e opera in 70 Paesi. Sarà il confronto con le rappresentanze dei lavoratori a chiarire la portata della misura e le prospettive dello stabilimento.