L'inchiesta

A Comacchio, 164mila euro prestati e sei anni senza sentenza

Due pensionati denunciarono il caso nel 2020: imputato un 53enne, procedimento vicino alla prescrizione.

A Comacchio, 164mila euro prestati e sei anni senza sentenza

A Comacchio, una coppia di pensionati attende ancora la sentenza di primo grado in un processo per truffa aggravata continuata. Sono trascorsi sei anni dalla denuncia e circa dieci dai fatti contestati. Il procedimento, rallentato dal cambio del giudice e dalla rinnovazione dell’istruttoria, è tornato in aula per il riascolto di alcuni testimoni e si avvicina al limite della prescrizione.

La ricostruzione della Procura

Alla sbarra c’è un 53enne di Comacchio, difeso dall’avvocata Alessandra Palma. Secondo la ricostruzione della Procura di Ferrara, tra il 2016 e il 2017 l’uomo avrebbe raccontato a due amici pensionati di essere stato ricattato da una pericolosa organizzazione criminale e di dover saldare debiti con gli strozzini.

La coppia, all’epoca composta da una donna di 75 anni e da un uomo di 82 anni, avrebbe consegnato al conoscente, richiesta dopo richiesta, fino a 164mila euro. Le somme provenivano dai risparmi accumulati nel corso della vita e sarebbero state date nella convinzione di aiutare l’amico a liberarsi dei presunti creditori.

Dalla denuncia alle accuse

La situazione sarebbe proseguita per anni, fino a quando, nel novembre 2020, la donna si è rivolta ai carabinieri del Lido degli Estensi. Ai militari avrebbe riferito di non riuscire più a far fronte alle continue richieste di denaro.

Le indagini hanno però portato gli inquirenti a una ricostruzione diversa da quella riferita dall’uomo. Non sarebbero emersi elementi sull’esistenza di un giro di usura o di creditori pericolosi. Per l’accusa, la storia sarebbe stata costruita per raggirare i due pensionati e ottenere progressivamente tutti i loro risparmi.

L’imputato non ha negato di aver ricevuto le somme, ma ha respinto l’accusa di truffa, sostenendo che si trattasse di prestiti. Ha inoltre affermato di averne restituita una parte e di aver eseguito alcuni lavori edili per la coppia. Circostanza, quest’ultima, che i due anziani non hanno mai riconosciuto.

Il procedimento è quindi ripartito dall’ascolto di alcuni testimoni, dopo il cambio del giudice e la conseguente rinnovazione dell’istruttoria. Nel frattempo, la coppia continua ad attendere una decisione del tribunale, mentre il trascorrere del tempo rende sempre più concreto il rischio che il processo arrivi al limite della prescrizione.