Si è riunito il 5 ottobre 2026, nella Prefettura di Ferrara, il Tavolo di coordinamento interistituzionale dedicato a subsidenza, erosione costiera e cuneo salino nell’area di confine tra le province di Ferrara e Ravenna. L’incontro è stato promosso e co-presieduto dai prefetti Massimo Marchesiello e Raffaele Ricciardi, a seguito del vertice convocato nel febbraio scorso.
Al centro del confronto c’è stato il tratto compreso tra il bacino del Reno, i Lidi ferraresi e le località ravennati di Casal Borsetti, Mandriole e Sant’Alberto. In questa zona convivono centri abitati, insediamenti turistici, la Strada Statale 309 Romea, il Poligono militare di Foce Reno, le riserve del Parco del Delta del Po e terreni agricoli esposti alla risalita dell’acqua salata. Secondo la relazione Ispra dello scorso maggio, la subsidenza, sia naturale sia legata alle attività umane, si somma all’innalzamento del livello del mare e alla riduzione degli apporti sedimentari.
Arretramento della costa e rischio salino
Alla foce del Reno, in alcuni tratti settentrionali, la linea di costa è arretrata di circa sette metri. Il cuneo salino minaccia la fertilità dei campi e la biodiversità delle aree umide, mentre il deterioramento degli arenili, in particolare a Lido di Spina, espone l’economia turistica locale. Nelle aree retrostanti Foce Reno, lungo la Romea, i terreni si trovano tra 50 e 100 centimetri sotto il livello del mare.
Le modellazioni della Regione e dell’Autorità di bacino indicano che, allo stato attuale, gli eventi centennali e ultracentennali si arrestano a circa 1-1,2 chilometri dalla statale, anche grazie alle arginature interne e alle dune private. Il Parco ha tuttavia segnalato alcune discontinuità nelle difese e ha chiesto un sistema di monitoraggio e allertamento precoce. Le scogliere del Poligono militare proteggono inoltre la foce e l’impianto idrovoro a servizio di Sant’Alberto, Mandriole e Casal Borsetti.
Interventi previsti nell’area
Durante la riunione è stato ricordato che le opere rigide possono intercettare i sedimenti diretti verso nord, aggravando la carenza di sabbia sulle spiagge vicine. Per questo motivo è stata indicata una preferenza per soluzioni morbide e integrate. Ispra ha messo a disposizione gratuitamente i dati altimetrici e batimetrici del progetto Pnrr Mer, riducendo i costi delle fasi preliminari, e ha proposto di sperimentare difese soft parzialmente sommerse.
Il Parco del Delta del Po ha annunciato la realizzazione di una duna artificiale lunga 500 metri a Foce Reno, per la quale risultano già disponibili i finanziamenti. L’Esercito, attraverso il sesto Reparto Infrastrutture di Bologna, ha comunicato l’apertura di una gara per la bonifica del sedime del Poligono entro l’anno, il completamento di 550 metri di scogliera tra il 2027 e il 2028 e un progetto quinquennale da 10 milioni di euro per il ripascimento dei fondali e il rafforzamento delle scogliere.
La Protezione civile regionale ha confermato interventi per circa 20 milioni di euro sulla costa ferrarese, dal bagno Giamaica verso Lido di Spina, oltre alla nuova diga foranea di Porto Garibaldi, destinata a proteggere Porto Garibaldi e Lido degli Estensi. Gli enti presenti hanno concordato di rendere permanente il Tavolo. Il 22 ottobre il Comune di Comacchio e la Protezione civile regionale si incontreranno per approfondire le misure di difesa a mare di Porto Garibaldi e le varianti al Piano dell’arenile. Successivamente il coordinamento tornerà a riunirsi per definire strategie condivise e valutare il raccordo con le autorità nazionali e regionali.