Emergenza abitativa

Ferrara, nove mesi dopo lo sgombero restano gli sfollati

Torri Abc contesta i ritardi nell’assegnazione degli alloggi Acer e l’assenza di un piano per il recupero delle tre strutture.

Ferrara, nove mesi dopo lo sgombero restano gli sfollati

A Ferrara, a nove mesi dallo sgombero seguito all’incendio del 12 gennaio, resta aperta la questione delle persone che vivevano nelle tre torri del grattacielo. A riportare l’attenzione sulla loro condizione è l’associazione Torri Abc Cittadini del Mondo, che denuncia difficoltà abitative, costi ancora da sostenere e l’assenza, secondo quanto riferito, di prospettive concrete per il rientro.

Le difficoltà delle famiglie

Nel documento diffuso dall’associazione si sottolinea in particolare la situazione delle persone di origine straniera, che avrebbero una rete di sostegno familiare più limitata. Gli abitanti, secondo Torri Abc, continuano in alcuni casi a pagare mutui, imposte e bollette relative agli appartamenti evacuati, pur non potendo più utilizzarli.

La sistemazione temporanea delle famiglie, sempre secondo la ricostruzione dell’associazione, avverrebbe presso amici, dormitori di beneficenza o, in alcuni casi, in auto o per strada. Alcune persone sarebbero già rientrate nei Paesi d’origine, mentre altre avrebbero scelto di rimanere a Ferrara per non allontanarsi dal posto di lavoro. L’intervento parla inoltre di famiglie ospitate a pagamento in strutture private e ancora in attesa di una soluzione.

Gli alloggi Acer e il futuro delle torri

Tra le contestazioni rivolte all’amministrazione comunale c’è la mancata assegnazione degli appartamenti gestiti da Acer. Torri Abc sostiene che alcuni alloggi comunali risultino già pronti, ma che non siano stati assegnati nemmeno alle famiglie considerate più fragili. L’associazione chiede quindi risposte sul percorso istituzionale seguito e sulle eventuali soluzioni previste per chi è rimasto senza casa.

Un altro punto riguarda il futuro del complesso. Nel documento si denuncia l’assenza di un progetto per il recupero delle tre torri e per il ritorno degli abitanti negli appartamenti. L’associazione lega questa situazione al rischio di degrado e di furti e contesta quella che definisce una gestione caratterizzata da ritardi e indifferenza burocratica. Le affermazioni riportate nel documento non sono accompagnate, nel testo, da una replica dell’amministrazione comunale.

Prima dell’evacuazione, nel complesso vivevano circa 800 persone, distribuite in 185 appartamenti. Più della metà degli abitanti, riferisce Torri Abc, era di origine straniera e proveniva da 27 Paesi. L’associazione descrive le torri come un quartiere multiculturale, con bambini iscritti alle scuole della zona e abituati a frequentare il parco sottostante.

Secondo la ricostruzione diffusa, tutto è cambiato dopo un incendio di modeste dimensioni sviluppatosi nel vano contatori della torre A, che ha portato allo sgombero dell’intero complesso. A nove mesi dall’evacuazione, Torri Abc sostiene che non sia ancora stato definito un piano per il ripristino degli edifici e accusa il Comune di aver lasciato gli abitanti senza una prospettiva chiara. Nel documento si fa anche riferimento al tema della cosiddetta remigrazione e al suo possibile utilizzo nel dibattito politico locale.