Oltre un centinaio di persone si sono ritrovate nel tardo pomeriggio di ieri a Ferrara per ricordare Federico Aldrovandi, a ventuno anni dalla sua morte. L’iniziativa, promossa dalla Curva Ovest, è partita dal bar Vienna e ha raggiunto l’Ippodromo, dove si è svolta la commemorazione. Durante il corteo è stato scandito più volte il nome di Federico, accompagnato dal coro “Aldro vive con noi”.
La partecipazione ha riportato nelle strade della città una vicenda che, a distanza di oltre due decenni, continua a essere ricordata anche al di fuori del suo percorso giudiziario. Alla cerimonia erano presenti i genitori, Patrizia Moretti e Lino Aldrovandi, che hanno ringraziato la Curva Ovest per aver mantenuto negli anni il legame con la memoria del figlio e per la partecipazione raccolta attorno alla commemorazione.
Il ricordo dei genitori
Lino Aldrovandi ha sottolineato come il ricordo di Federico abbia attraversato appartenenze sportive diverse, coinvolgendo anche la Fossa dei Leoni della Fortitudo e tifosi di Bologna e Modena. Rivolgendosi alla Curva Ovest, ha parlato di una memoria capace di unire realtà differenti nel segno dell’affetto. Di fronte alle persone presenti, ha quindi espresso la propria commozione: vedere tanta gente, ha detto, può riempire di gioia, pur nella consapevolezza che Federico non tornerà.
Nel suo intervento ha rivolto anche un pensiero ai più giovani e ai bambini, auspicando per loro un futuro migliore. Il messaggio si è concluso con un ringraziamento rivolto a chi, negli anni, ha continuato a ricordare il figlio e a partecipare alle iniziative dedicate alla sua memoria.
Il richiamo agli abusi
Alla commemorazione era presente anche Andrea Boldrini, amico di Aldrovandi e portavoce del Comitato Federico Aldrovandi. Un ulteriore ricordo è stato diffuso dall’associazione A Buon Diritto, che ha ripercorso sui social la vicenda e il significato politico attribuito alla sua memoria. Nel messaggio, l’associazione ha ricordato che Federico fu ucciso a Ferrara da quattro poliziotti mentre rientrava da una serata con gli amici.
A Buon Diritto ha definito quella vicenda un’espressione dell’abuso di potere e ha richiamato il ruolo del Comitato nel tenere insieme memoria e contrasto agli abusi. L’associazione ha collegato il ricordo di Federico alla richiesta che nessuno muoia nelle mani dello Stato e alla necessità di contrastare gli abusi di potere e della polizia. La commemorazione si è così conclusa con il ritorno del coro della Curva Ovest: “Aldro vive con noi”.