A nove mesi dallo sgombero del Grattacielo di Ferrara, l’associazione Cittadini del mondo torna a chiedere attenzione sulla situazione delle persone costrette a lasciare le proprie abitazioni. I referenti descrivono le tre torri come strutture vuote che continuano a sovrastare la città e sostengono che la vicenda non possa essere considerata soltanto una questione privata, come invece sarebbe stata definita dal Comune.
Secondo l’associazione, le conseguenze dello sgombero ricadono su tutte le persone coinvolte, ma colpiscono in modo particolare chi proviene da altri Paesi e non può contare su una rete familiare o sociale estesa. I referenti denunciano il mancato utilizzo di tutti gli strumenti disponibili da parte dell’amministrazione e ricordano che, nonostante la perdita dell’alloggio, restano da affrontare spese come mutui, Ici e bollette.
Famiglie ancora senza una sistemazione
Nel documento diffuso da Cittadini del mondo si afferma che lavoratori, lavoratrici e interi nuclei familiari vivono ancora in condizioni provvisorie. Alcuni sarebbero ospitati da amici, altri in dormitori di beneficenza, mentre altri ancora si troverebbero in macchina o per strada. L’associazione riferisce inoltre che alcune persone sono rientrate nel Paese d’origine, mentre altre cercano una sistemazione vicino al luogo di lavoro.
Al centro della contestazione ci sono anche gli alloggi comunali gestiti da Acer. Secondo i referenti, alcune abitazioni risultano pronte ma non sarebbero ancora state assegnate, nemmeno alle famiglie considerate fragili e ospitate a pagamento in strutture private. L’associazione lamenta inoltre l’assenza di un piano per il ripristino dell’edificio che consenta agli ex residenti di tornare nei propri appartamenti.
Il ricordo del complesso
Il Grattacielo di Ferrara, pur essendo composto da tre torri, comprendeva complessivamente 185 appartamenti e ospitava circa 800 persone, più della metà delle quali di origine straniera e provenienti da 27 Paesi. Nel complesso vivevano famiglie con bambini, che frequentavano le scuole e utilizzavano il parco sottostante. Per Cittadini del mondo, lo sgombero ha di fatto cancellato un quartiere dalla città e ha spezzato i progetti di vita di numerosi residenti.
La vicenda è iniziata il 12 gennaio, quando un incendio nel vano contatori della torre A ha provocato lo sgombero dell’intero complesso. Da allora, sostengono i referenti, il sito sarebbe segnato da furti e degrado e non sarebbe stato definito un progetto concreto di recupero. L’associazione critica infine l’uso politico della situazione e chiede al Comune di chiarire quali interventi intenda adottare per gli ex abitanti del Grattacielo.