Memorie sonore

Montalbetti racconta Dik Dik e Battisti: incontro a Ferrara

Giovedì 24, al Circolo dei Negozianti, l’autore ripercorrerà ricordi e aneddoti con accompagnamento dal vivo.

Montalbetti racconta Dik Dik e Battisti: incontro a Ferrara

Un viaggio nella musica italiana degli anni delle prime band, delle balere raggiunte con gli strumenti caricati su una Cinquecento e delle radio pirata. È il percorso proposto da Pietruccio Montalbetti, fondatore e chitarrista dei Dik Dik, ospite giovedì 24 alle 18 nel Salone d’Onore del Circolo dei Negozianti di Ferrara.

L’appuntamento è organizzato da Ferrara Cambia e sarà dedicato alla presentazione del libro Storia di due amici e dei Dik Dik, pubblicato da Minerva con prefazione di Marco Buticchi. L’iniziativa non si limiterà alla presentazione del volume: Montalbetti arriverà con la sua chitarra e, intervistato da Andrea Maggi, ripercorrerà la vicenda artistica del gruppo attraverso ricordi, aneddoti e musica dal vivo.

Dai Dik Dik alla musica italiana

Nel corso dell’incontro si parlerà della storia dei Dik Dik, formazione tra i simboli della musica italiana degli anni Sessanta e Settanta, capace di attraversare oltre mezzo secolo di attività. Nel repertorio del gruppo figurano brani rimasti nella memoria collettiva come Sognando la California, Senza luce, Il vento, Il primo giorno di primavera, L’isola di Wight e Io mi fermo qui.

Uno spazio particolare sarà riservato al rapporto tra Montalbetti e Lucio Battisti. Quando il successo era ancora lontano, il giovane Battisti fece ascoltare al chitarrista dei Dik Dik alcune delle sue prime composizioni. Tra queste c’era Se rimani con me, canzone scelta per il primo disco del gruppo e primo brano inciso a portare ufficialmente la firma di Battisti.

Il racconto di una generazione

Nel volume, Montalbetti ricostruisce le giornate trascorse insieme a Battisti, tra musica, sogni e progetti, oltre alle tappe che accompagnarono la crescita dei Dik Dik. Il racconto comprende i primi provini, gli amplificatori sistemati sul pianerottolo, le prove nelle sale parrocchiali, i viaggi affrontati con poche risorse e gli incontri con produttori e musicisti.

La storia personale e artistica del chitarrista si intreccia così con quella di una Milano popolare e vitale e con i cambiamenti di un’Italia che, attraverso le canzoni, scopriva nuovi linguaggi e nuovi modelli. L’iniziativa di Ferrara Cambia intende riportare al centro quei ricordi e il legame tra la musica dei Dik Dik e la memoria di intere generazioni.